Nel business non fare come Pinocchio

23.07.2020

Pinocchio non vuole rimanere un burattino per sempre e ha tanta fretta di trovare la sua strada nel mondo. Non sa da che parte cominciare, ma è deciso a farsi aiutare. 

"Che fortuna!" 

 esclama quando, sul sentiero, incontra il Gatto e la Volpe, sempre pronti a dargli una mano:


"Pinocchio non ti devi preoccupare di nulla: 

pensa a quello che ti piace e del resto ci occupiamo noi: 

due monete e ti aiutiamo a costruire un business di successo".


"Interessante, ma non fa per me" dice Pinocchio "Io non so che cosa mi piace fare"


La Volpe, che non ha mai temuto le obiezioni, invita Pinocchio a riflettere:

"Pensaci un attimo... ci sarà qualcosa che ti piace fare nella vita di tutti i giorni"


Pinocchio: 

"certo, mi piace andare a spasso con Lucignolo: 

è molto divertente stare con lui e mi dice sempre che parla volentieri con me, perché si sente compreso"


"Bingo"

il Gatto e la Volpe, in coro, esclamano:

"Bravo Pinocchio: hai visto? Hai trovato la tua vocazione: aiutare gli altri. 

Sei un coach! Ora che lo sai, noi ti costruiamo il business "


"Evviva evviva"

 Pinocchio è al settimo cielo ed è contento di creare il suo nuovo lavoro.

Paga le due monete, impara a promuoversi e inizia a lavorare.


e il suo lavoro procede a gonfie vele?

Non proprio.

Purtroppo Pinocchio non sa come è strutturata una sessione di coaching, non sa che cos'è il focus, non sa che nel coaching si usano le domande e non si danno consigli, non sa che l'ascolto viene prima della risposta.

E un pensiero lo assale:

 "forse era meglio farsi aiutare dalla Fata Turchina"

Quella che hai appena letto è un favola triste che trae lo spunto da storie vere, che puoi leggere anche tu, se guardi bene tra le righe delle attività che vengono promosse in rete. 

Ho usato la figura del coach, solo perché conosco bene le storie tipiche del campo, lavorando anche io in questo settore, ma potevo usare la figura dell'esperto di marketing o dello scrittore emergente o ancora del blogger e via dicendo.

 La questione è sempre la stessa:

va di moda una tendenza generalizzata alla velocità e alla estrema semplificazione, 

in  campi che invece richiederebbero presenza, competenza e massima consapevolezza


Il punto è questo:

 TROVARE LA PROPRIA STRADA

E TRASFORMARLA 

IN UN PROGETTO CONCRETO DI LAVORO

 è un percorso che richiede tempo, impegno e pazienza: 

NON E' UNA FACCENDA SBRIGATIVA


Mi occupo di vocazione applicata al lavoro da anni e per questo mi sento di dirti alcune cose:

- se un'attività idealmente ti piace, sei sulla buona strada, perché è possibile che risponda alla tua vocazione, ma se richiede competenze, non improvvisare: prima acquisisci gli strumenti e solo dopo inizia a creare; 

- prima di iniziare una nuova attività, vaglia sempre le alternative rispondenti alla tua vocazione in quello di cui già disponi;

- ti sembrerà strano, ma la vocazione non può essere genericamente "aiutare gli altri", perché ogni vocazione è di aiuto agli altri, anche quella che si esprime nella maniera più umile;

- la vocazione non corrisponde nemmeno a quello che gli altri dicono di te: il fatto che tu sei di esempio in qualche abilità è fondamentale e va considerato, ma spesso non è sufficiente per trasformarlo in un lavoro, oltre al fatto che scoprire la propria vocazione è un atto che si compie in prima persona e non sono gli altri a definirla per te;

- la vocazione non si esprime necessariamente con un lavoro autonomo anche se va di moda promuovere business freelance e compagnia bella (io sono autonoma da sempre e non cambierei mai, ma non è tutto zucchero e miele come ti raccontano; inoltre essere un dipendente non significa non potersi realizzare);

- la vocazione non si esprime con gesta straordinarie, al di sopra della norma, ma può essere espressa anche con attività molto semplici (mi piacerebbe sentire qualcuno che scoprisse la vocazione di fare il piastrellista, per esempio, perché so che esistono persone che svolgono questo lavoro con passione e non aspirano a fare video sulla spiaggia);

- la vocazione è per tutti e non è solo per chi "smanetta bene" con gli strumenti digitali: esistono ancora attività offline;

- la vocazione è, infine, solo la tua, per questo non ti serve cercarla in modelli di successo o nelle mode del momento.

Potrei dirne ancora ma per oggi basta così.

Forse l'ho detto più da Grillo Parlante che da Fata Turchina, 

ma il buon Pinocchio sa cosa cogliere dalle mie parole. 


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